Calo dell’udito: a volte la causa è la glicemia alta;

Calo dell’udito: a volte la causa è la glicemia alta:

Esiste un legame troppo spesso ignorato tra diabete e perdita dell’udito. Diversi studi hanno dimostrato che le persone con diabete presentano una probabilità di sviluppare un deficit sensoriale 2,15 volte maggiore rispetto al resto della popolazione, ossia il 200% in più – spiega Nicola Quaranta, professore associato in otorinolaringoiatria dell’Università di Bari – eventualità che cresce con l’avanzare dell’età, e che può creare una sorta di circolo vizioso tra le due problematiche, peggiorando in misura esponenziale la qualità della vita. Il monito viene dal consensus paper organizzato da Amplifon, appuntamento annuale su temi audiologici di forte impatto sociale, con l’intento di mettere in luce una correlazione causa-effetto che, nonostante sia stata ampiamente documentata, ancora non viene sufficientemente riconosciuta e diagnosticata.

Il Prof. Francesco Giorgino, ordinario di endocrinologia e malattie del metabolismo, aggiunge da parte sua: sebbene sia necessario approfondire le dinamiche che intercorrono tra le due malattie, sembra che nei diabetici vi sia un’alterazione di tipo vascolare e nervoso che può tradursi in danni funzionali a carico del sistema uditivo ma non solo. Pensate alle note patologie associate al diabete che colpiscono la vista, i reni e il sistema nervoso, così come è dimostrata una maggior predisposizione dei diabetici di incorrere in fratture, sebbene questi non abbiano osteoporosi e fragilità ossea, quindi potremmo ipotizzare ad un coinvolgimento anche dell’equilibrio.

Chi vive nell’ombra del diabete è fortemente condizionato, legato ad atti obbligati nel corso della propria esistenza – incalza Salvatore Caputo, presidente di Diabete Italia – e vivere ogni giorno con questa malattia è frustrante. Una complicazione come l’ipoacusia sicuramente può amplificare il disagio e sfociare in depressione. Come appurato da studi in ambito audiologico, il calo dell’udito è strettamente connesso alla tendenza a emarginarsi e alla perdita di interessi, oltre che con sviluppo precoce di decadimento delle funzioni intellettuali nobili.

Questa realtà della perdita dell’udito è vissuta con sofferenza da 382 milioni di persone al mondo, quatto milioni solo in Italia, e si stima che la diffusione, agevolata da un ritmo di invecchiamento progressivo della popolazione, stili di vita sedentari e aumento dell’obesità, subirà un incremento. Si parla di epidemia. Il consensus paper sul nesso udito/diabete, continua Caputo, aumenta la consapevolezza e stimola i professionisti a promuovere campagne di controllo dell’udito, con diagnosi mirate, oltre a richiedere un tempestivo recupero delle funzioni attraverso l’utilizzo di dispositivi riabilitativi come l’apparecchio acustico, la cui resa è vincolata dalla tempestività di intervento, sottolinea il professor Quaranta, poiché con lo scorrere del tempo la funzione uditiva trascurata tende a precipitare, così come la capacità di codifica dei suoni e di comprensione della parola da parte delle aree del cervello deputate. Quindi risulta essenziale un provvedimento teso a migliorare la qualità di vita dell’individuo, non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico, aspetto che sta diventando sempre più cruciale in un mondo moderno dove esistono gli strumenti per mantenere la nostra salute a livelli ottimali.

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